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Breakfast
Ordinary Heroes
2004
di Hamilton Santià
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Per chi non conoscesse i Breakfast, sappia che è il collettivo dietro il quale si nascondono Maurice Andiloro ed Enrico Decolle, il primo fonico presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani che ha lavorato con Afterhours, Verdena e tanti altri ancora mentre il secondo è un apprezzato autore di canzoni che ha lavorato con gli Alias. Il progetto Breakfast unisce una musica fondamentalmente lo-fi che pesca a tutto tondo; dal folk al rock e anche a certo pop psichedelico - non a caso l'artwork riprende "Pet Sounds" dei Beach Boys - che non fa che confermare quanto di buono era stato espresso dall'esordio omonimo e l'ottimo remix di "Varanasi Baby" degli Afterhours, trasoformata in un tagliente brano rock stile madchester. "Ordinary Heroes" viaggia quindi tra richiami psichdelici cari a Syd Barret e gusto per la melodia tipicamente beatlesian-wilsoniano, producendo 10 canzoni gradevoli tra il Beck di "Sea change" e gli Sparklehorse, in quanto anche la vena lo-fi viene accentuata (soprattutto in canzoni come "Let me be"). C'è spazio anche per degli accenni indie come il singolo "Carry on" o un tributo come "Chocolate for the prize" (ma in fondi chi non è rimasto profondamente colpito da "Tomorrow never knows"?). Alla fine dell'ascolto, "Ordinary heroes" dei Breakfast non lascia rimpianti risultando un disco eterogeneo frutto di una ricerca ben riuscita e ben prodotta nell'intento di mescolare alcune intuizioni del passato con i suoni più contemporanei, risultando così non certamente imprescindibile, ma sicuramente un buon ascolto carico di qualità.
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16/02/2004 -
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