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Il duo francese, composto da Nicolas Godin e Jean Benoit Dunckel, torna alla musica dopo la parentesi “sperimentale” condivisa con lo scrittore italiano Alessandro Barrico, che li ha voluti per realizzare la musica di sottofondo per il suo “City reading project: tre storie western”. Questo “progetto” era in sintesi uno spettacolo teatrale in cui venivano lette le storie citate, con un sottofondo musicale. La collaborazione tra gli Air e Barrico è poi sfociata in un cd (Barrico ha dichiarato che sono stati proprio gli Air ha convincerlo ha realizzarlo), che è stato registro a Parigi. “Talkie Walkie”, il nuovo lavoro degli Air, che già qualche tempo fa era possibile ascoltare su internet, è un album orecchiabile, ma forse un po’ troppo ripetitivo, forzatamente creato senza lasciare lo spazio necessario all’ispirazione del momento o alla creatività. Senza dubbio segue le linee tracciate dai lavori precedenti, “10.000 Hz Legend” (2001), e “Moon Safari” (1998), con cui i due ragazzi francesi avevano debuttato e si erano fatti conoscere al pubblico, riscotendo subito una buona accoglienza grazie ai loro ritmi raffinati. L’intero album “Talkie Walkie” è molto dolce e sognante, forse più del necessario, e forse proprio per questo risulta un po’ noioso in alcuni momenti. Emergono, ad ogni modo, alcune tracce: la prima è quella che non a caso è stata scelta proprio come singolo promozionale dell’album, cioè “Cherry blossom girl”, una canzone con un sottofondo suggestivo, vicino al sogno. “Cherry blossom girl” è accompagnata da un videoclip che vede la regia di un regista di film hard, Kris Kramski, e si propone di fare un omaggio alla pornostar Tracy Lords. Si distacca dall’uniformità generale del disco anche la quinta traccia, intitolata “Mike Mills” (non è un riferimento al Mills chitarrista dei R.E.M., ma al regista di video che ha lavorato anche con i Radiohead), che possiede una melodia affascinante e coinvolgente. Si prosegue con altri quattro brani abbastanza piatti e e si arriva alla conclusione con “Alone in Tokyo”, un altro momento degno di nota ed inserito nella colonna sonora della commedia diretta da Sofia Coppola “Lost in Translation”. Gli Air avevano già lavorato con la regista americana quattro anni fa, realizzando l’interessante colonna sonora per il film con cui la Coppola aveva fatto il suo esordio, vale a dire l’apprezzato “Il giardino delle vergini suicide”. Tutto sommato, quindi, “Talkie walkie” è un album orecchiabile, forse privo di originalità, ma impreziosito da qualche buon pezzo.
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