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Damien Rice
"O"
2003
East West/Warner
di Valentina Prencipe
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Per ogni artista che fa il suo debutto discografico sono sempre pronti i paragoni più svariati con i grandi nomi del passato più o meno recente. Di Damien Rice è stato detto che ricordava le malinconia di David Grey, le sonorità e lo stile di John Meyer, e che poteva essere l’erede di Jeff Buckley. Adatti o no, di certo questi paragoni non sono necessari, e forse non aiutano molto un giovane artista che inizia a muovere i primi passi nello showbiz. “O” è, infatti, un album d’esordio di un giovane autore irlandese e merita di essere ascoltato senza preconcetti. Le canzoni che compongono questo album sono nostalgiche e malinconiche, e hanno innanzitutto il merito di non lasciare indifferenti. Dal punto di vista musicale, dominano le linee semplici e lineari della chitarra acustica e di una batteria mai invadente. Un tocco leggermente insolito e raffinato è assicurato dalla scelta dell’uso del violoncello. In perfetta sintonia con questo “tappeto sonoro” si inserisce la voce calma e tranquilla di Damien, che sembra accompagnare l’ascoltatore in una domenica di pioggia, da trascorrere preferibilmente in compagnia di bei ricordi, soprattutto se sono romantici. Damien ha dichiarato che la sua musica è costellata da note tristi, ma questa vena così malinconica non fa che spingerlo verso la ricerca di qualcosa di positivo, e solare. Di certo la malinconia traspare da ognuna delle tracce, come “Cold Water”, “I Remember”, “Cheers Darlin”. Il violoncello è la chiave melodica delle dolcissime “Amie” e “The Blowers Daughter”. La stessa dolcezza e tranquillità che si ritrovano anche nelle altre tracce, “Delicate”e la bellissima “Cannonball” (non fatevi ingannare dal titolo). Il tranquillo equilibrio creato da Rice viene mantenuto per tutto l’album, che si chiude con “Eskimo”. Una curiosità che lega l’artista irlandese al nostro Paese: Damien, che è nato e cresciuto in Irlanda (a Kildare, sud-ovest di Dublino, e proprio nella sua città ha iniziato a fare musica e ha ottenuto i primi passaggi nelle radio locali) ha “scoperto l’Italia, o meglio la Toscana, qualche anno fa e pare ne sia rimasto molto affascinato, tanto da dichiarare che il suo sogno è seguire l’esempio di Sting e di stabilirsi proprio in Toscana, imparare a conoscere i vini e vivere in maniera tranquilla. Proprio per via di questo forte desiderio, Damien dice che il mondo della musica non lo avrà per molto tempo. Vedremo se questa dichiarazione avrà un seguito (anche se ultimamente sembra che il desiderio di lasciare le scene sia abbastanza comune tra tutti i musicisti), nel frattempo ci si può sempre lasciar cullare da questo interessante e malinconico debutto.
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30/01/2004 -
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