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Il rapporto prezzo-qualità è sempre stato il punto forte dei Guided By Voices, la indie-band di Dayton Ohio fronteggiata da Robert Pollard la cui vastissima produzione trova finalmente sintesi in questa raccolta antologica. Sì, perché per tutti gli anni 90 i GBV hanno svolto più o meno la funzione che fu di gente come i Fugazi nel corso degli ’80: se si era squatttrinati ma assatanati di rock, per tutta la decade si è sempre potuto contare sulla band di Pollard per un CD a basso costo (e tante canzoni) o un concerto a poche lire se non gratis - come è accaduto, per fare un esempio, con la free gig di Stazione Termini a Roma nell’estate 2003. Ovvero: entravi praticamente per nulla e ti avanzava pure qualche spicciolo per un paio di pinte di birra, che si poteva volere di più? I Guided By Voices come rappresentanti del più puro spirito “indie”, dunque. E non solo: testimonianza altresì che la musica come fenomeno “dal basso” è ancora possibile, senza dover scomodare i codini sale e pepe di MTV o ricorrere a produttori di nome (e di cachet) alla Nigel Godrich al fine di rimediare qualche passaggio in radio. Il bello è che questo “Best Of” testimonia come, in questi 16 anni e passa di attività, la musica non abbia affatto risentito di questo auto-imposto pauperismo, tutt’altro: tra i 32 pezzi ivi contenuti, almeno il 50 per cento è costituito da folgoranti melodie pop-rock la cui scarsa notorietà a livello “mainstream” continua a restare un mistero, se non un delitto. E i restanti 16 sono interessanti variazioni sul tema, talvolta con l’aggiunta di un’inaspettata ed insospettabile dose di follia come ad esempio nella “nuggets-iana” “Hot Freaks”. --------------Tanto per non glorificare troppo, diciamo anche che i Guided By Voices hanno nel corso di questi anni mostrato svariati punti deboli. Primo fra tutti, una produzione invero eccessiva di “3 minute songs”, roba da far rodere il fegato perfino ad un workaholic come Prince, che li ha portati a dare in pasto al pubblico una bel po’ di fuffa. Problemino, però, che in “Human Amusements…” non si pone, dato che seleziona la crema, “the best of the best”. Il secondo punto debole è l’identità del gruppo di Pollard, dato che spesso, durante l’ascolto, viene spontaneo chiedersi: chi sono (stati) i Guided By Voices?: epigoni dei Nirvana come in “I Am A Tree”, adoratori dei Flaming Lips come in “Surgical Focus”, estimatori degli Hoodoo Gurus come in “Glad Girls” o… una sorta di REM a bassa fedeltà, come risulta da gran parte delle composizioni qui incluse? Trapela infatti una certa schizofrenia stilistica in Pollard e compagni, ma per tornare alla domanda iniziale, (mi) risponderei semplicemente che ispirazione unificante dei Guided By Voices, e modello di partenza per la loro scelta radicalmente “indie” e “low-cost” è, tutto sommato, l’antico sixties-garage dell’epoca di ”Nuggets”, e che le altre influenze da cui sono stati toccati nei passati tre lustri sono state non più che delle mere, inevitabili contingenze. -------- Quindi comprategliela, questa antologia, a Pollard e soci. Fatelo, anche se siete poveri in canna: la trovate ad un prezzo oscillante tra i 10 e i 13 euro per oltre 75 minuti di buona musica, e magari vi restano pure gli spiccioli per un paio di bottiglie da trentatrè centilitri.
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