|
Adesso che tutti conoscono per filo e per segno la storia dei White Stripes e magari, dopo il successo di “Elephant”, hanno percorso a ritroso la loro lunga carriera artistica, è arrivato il momento di dare il giusto risalto ad un gruppo che ha insegnato molto a Jack e Meg White. Ci riferiamo ai Blacktop di Mick Collins, chitarra e voce, e della biondissima Janet Walker, guarda caso anche lei alla batteria, supportati da Darin Li Wood, il suo fidanzato, alla seconda chitarra, e da Alex Cuervo al basso. Ebbene, dal 1993 al 2003 i Blacktop hanno calcato le scene garage di Detroit e dintorni con il loro rock and roll a tinte forti, diventato con il tempo sempre più cupo, sempre più aspro, quasi come intossicato da coltri di psichedelia. Questo “I Got A Baaad Feelin’About This” raccoglie il meglio della produzione del gruppo, ne ripercorre lo sviluppo, e traccia un profilo finale. Tutti potranno decifrare l’eredità Velvet Underground, Stooges e Cramps nelle sonorità rallentate e malevolenti, nella vocalità roca di un brano come “Planet Earth”, così come sarà interessante ascoltare la rilettura psichedelica di un classico del rock and roll come “From Beyond”, firmato da Ritchie Valens. “Confusion” e “No One Knows You’re A Dog” sono devastanti ed oscuri, rumoreggianti e folli, degni del migliore Iggy Pop, così come “Your Pretty Face (Is Going To Waukeegan)” che riecheggia un titolo tratto da “Raw Power” degli Stooges. Un blues cadenzato, malato e bollente ispira brani come “Hot Lips & Swivel Hips”, “Bahia” e “44 Blues”, torna invece ad alzare la testa un rock and roll primordiale, feroce e basico su pezzi della portata di “Keep On Doggin’ Me” e “Hide And Go Seek”, mentre quintali di boogie woogie vengono riversati su “She’s All Mine” e sulla travolgente “Self Destruct Sequence”. Non perdete questo disco, cercatelo in giro: si tratta di un capolavoro nascosto, parliamo di musica vera, potente e sofferta, non delle amenità di cui vogliono nutrirci gli altri, quelli perbene.
|