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Johnny Marr and the Healers
Boomslang
2003
I - Music
di Hamilton Santià
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Inutile cercare di ascoltare imparzialmente un disco che cita sulla sua copertina il nome di Johnny Marr; semplicemente perchè il signor Marr altri non è che l'uomo che ha praticamente reinventato il modo di suonare la chitarra elettrica negli anni in cui le chitarre venivano viste con diffidenza e, particolare non secondario, è stato il genio musicale di una formazione che forse qualcuno di voi si ricorderà come "The Smiths". Dopo un bel po' di tempo passato a collaborare con i migliori artisti della scena brit-pop (tra cui anche gli Oasis), il Nostro decide di mettersi in gioco di prima persona formando una solida formazione r'n'r sotto la ragione sociale di The Healers assieme a Zak Starkey - figlio di Ringo Starr, attuale batterista degli Who e una delle migliori macchine ritmiche d'Inghilterra - e Alonza Bevan, ex bassista di un gruppo che si chiamava Kula Shaker; assieme a loro, Johnny Marr licenzia 11 componimenti di puro rock'n'roll, senza pretese o ammiccamenti, solo fottuto rock'n'roll, come gli Oasis di "Definitely Maybe" che risulta l'album più affine che subito viene in mente. Il disco si apre e si chiude con due canzoni del calibro di "The Last Ride" e "Bangin' On", che oltre ad essere due bordate rock come non se ne sentivano da tempo in Inghilterra, sono i pezzi più convincenti del disco; un disco che sì, è gradevole e si ascolta volentieri, ma che presenta non pochi difetti in materia compositiva, ovvero, il marmoreo rock'n'roll risulta alla lunga troppo marmoreo, non c'è il senso di freschezza che gli Oasis davano alla loro musica nel '94 e certe ballad risultano addirittura noiose; ma ribadisco, non è affatto un disco brutto. Ora, forse è l'ombra pesante di un passato non indifferente, forse è la poca varietà che c'è tra una canzone e l'altra - tranne la prima e l'ultima è difficile distinguere tutto quello che sta in mezzo - ma "Boomslang" non convince appieno, perchè sì, è onesto e sincero, sfacciato e sornione, proprio come il rock'n'roll deve essere; tendenzialmente britannico per non sembrare una caricatura qualsiasi di Ryan Adams, ma non basta a giustificare l'acquisto. Peccato.
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08/01/2004 -
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