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Help Stamp Out Loneliness
Help Stamp Out Loneliness
2011
Papillons Noirs
di Fernando Rennis
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Gli Help Stamp Out Loneliness sono un sestetto a metà tra Manchester e Belfast che hanno scelto come nome del gruppo il titolo di una canzone di Stonewalk Jackson e come voce solista una bionda D Lucille che ricorda a tratti Annie Lennox e Amanda Palmer ma soprattutto Nico.
Le atmosfere vanno dai The Smiths a Magnetic Fields e Belle & Sebastian e le colonne portanti, oltre alla voce, sono le tastiere che si intrecciano appieno con le linee melodiche. Più interessanti i pezzi dove l’elettronica viene messa da parte: Cottonopolis & Promises, Angelyne, Tracy Tracy o My Window fanno proprio la differenza. Purtroppo il botto non c’è, una volta finito il disco si ha ben chiaro quali pezzi sopravvivono e quali non superano la prova della memoria. Ma non disperiamo, i ragazzi sono bravi e lo dimostrano nel loro Myspace con la possibilità di ascoltare la loro cover di I’m On Fire del Boss Springsteen. Il collettivo dimostra di avere le carte in regola anche dal punto di vista della scrittura che non è certo banale ed è permeata da una dolce tristezza che si fa strada timidamente tra le melodie ricercate. E poi c’è Record Shop, un piccolo capolavoro ispirato al personaggio di Sandra Bernhard in King Of Comedy di Martin Scorsese che non a caso è il primo singolo estratto dall’album. E’ bello scoprire gruppi così, diciamoci la verità, perché sono piccole oasi felici in un mercato musicale che rimane per la grande maggioranza piuttosto stagnante.
Gli Help Stamp Out Loneliness non inventano nulla, si dimostrano dei bravi compositori e questo è quello che conta.
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27/07/2011 -
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