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Oramai Carmen Consoli rappresenta una certezza e una sicurezza nel panorama musicale italiano, la sua idea musicale è ormai ben delineata - tra pop, rock e vaghe contaminazioni sudamericane - e la qualità del prodotto presentato è sempre di gran lunga superiore alla media dei lavori che escono al giorno d'oggi in un mercato saturo ed inflazionato da dischi indecenti e senza motivo di esistere, frutto di una commercializzazione del prodotto "musica" ora più attivo che mai, in quanto il mostro onnivoro del music business sfrutta le mode del momento ed investe miliardi nel fenomeno passeggero che in quel preciso istante sarà come una gallina dalle uova d'oro. D'oro si, ma pur sempre gallina e come dicevano Cochi e Renato, “la gallina non è un animale intelligente”, quindi, tra queste benedette uova d'oro e il carbone che si trasformerà in diamante, si pensa sia più sensato fidarsi del secondo in quanto è qualcosa di lungimirante, significativo per davvero e soprattutto, di un certo gusto. Ora vi chiederete perchè ho introdotto il disco con questa “parabola” illuminante; beh, non lo so, ma sono parole spontanee uscite dalla mente di uno come voi, di uno che ha a cuore la musica e soprattutto certa musica che si spera non muoia mai e sconfigga il gigante bastardo. Un po' come Davide e Golia. Tutto sommato però, Carmen Consoli non è Davide, in quanto artista affermata che vende parecchio e con cinque dischi in studio alle spalle, ma la sua qualità è sempre alta ed è sempre un piacere ascoltarla, soprattutto per quelli che amano la sua voce, una voce alla quale è impossibile rimanere indifferenti, o la ami o la odi, e se la si ama, questo live è uno splendido documento per ammirare (??) ancora una volta la Cantantessa nel pieno del suo splendore in quello che lei giudica il suo ambiente naturale; il live. Difatti, "Un Sorso in Più" è la testimonianza del concerto che Carmen tenne per Mtv Supersonic in occasione di una giornata a lei dedicata; la condizione intima si distacca dalla grandeur giustificata da "L'anfiteatro e la bambina impertinente", con un repertorio che si divide tra acustico ed elettrico proponendo per la maggiore le canzoni dell'ultimo "L'eccezione" e in parte minore "Stato di necessità" e "Mediamente isterica", in chiusura, il suo primo successo "Amore di plastica" (che resta ancora una delle sue migliori opere) e la cover giocosa di "Can't get you out off my head" di Kyle Minogue. Quindi, i fan di Carmen Consoli sanno benissimo cosa trovarci ma mi sento di consigliare questo CD anche a chi non la conosce ancora, proprio per l'intimità della registrazione e del senso di confidenza che viene amplificato rispetto al disco - con il vantaggio non secondario di poter ascoltare canzoni nella loro versione migliore - e ad una scaletta che non è assolutamente da raccolta ma comunque propone un'accurata retrospettiva sulla carriera di una delle figure più interessanti della scena musicale italiana degli ultimi vent'anni.
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