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Robert Plant
Sixty Six To Timbuktu - The Very Best Of
2003
Universal
di Giancarlo De Chirico
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Un’opera di valore assoluto. Un doppio cd da possedere ad ogni costo, da tenere fra le mani, da sfogliare, da leggere, da guardare ma soprattutto da ascoltare, ad alto volume, ripetutamente, ogni giorno. Al suo interno c’è tutto, e non mi riferisco solo alla carriera solista di Robert Plant, indimenticato “vocalist” dei Led Zeppelin, ma anche al ricco patrimonio di rhythm & blues e di rock and roll delle origini che viene qui rivisitato e proposto. Ma andiamo per ordine: il primo cd è una selezione di ben sedici brani tratti dagli otto album “solo” post-Zeppelin. Potrete riascoltare canzoni bellissime come “Ship Of Fools”, “Heaven Knows”, “29 Palms”, “Big Log” o le più recenti “Darkness Darkness” e “Song To The Siren”, tratte da “Dreamland”. Sul secondo cd invece si possono ascoltare, rieseguite da Robert Plant, quelle che sono le sue radici musicali, i brani che lo hanno portato a diventare un cantante di blues: “You’d Better Run”, “Our Song”, “Hey Joe”, “For What It’s Worth”, “Road to The Sun” , “Louie Louie” e “Naked If I Want To”. Sembra una pagina di enciclopedia del blues affidata per le spiegazioni alla voce rasposa del professor Plant… Sul finale la sorpresa “Win My Train Fare Home” suonata dal vivo a Timbuktu, una perla di rara bellezza, suoni ipnotici, echi orientaleggianti, arpeggi di blues acustico sullo sfondo, la sacralità della voce di Robert Plant su tutto. Album imperdibile.
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17/12/2003 -
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