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Peter Murphy
Ninth
2011
Nettwerk Music Group / Self
di Giancarlo De Chirico
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Un ottimo ritorno discografico per Peter Murphy, l’indimenticato vocalist dei Bauhaus, i veri e propri iniziatori in era post punk del fenomeno del gothic wave. Mr. Murphy non ha perso la predilezione per le sonorità cupe ed ossessive degli esordi, alle quali aggiunge - in occasione del suo “Nono” lavoro solista - una chiave ritmica decisamente rock. L’album è stato prodotto da David Baron e mescola beat industriali a sferzate chitarristiche in un contesto volutamente oscuro e decadente che ben rappresenta l’approccio attuale di Peter Murphy, un ammiratore da sempre di Bowie, un seguace del periodo berlinese di Iggy Pop, un artista raffinato, un’anima inquieta che gioca con gusto e in modo sapiente con il suo passato e con il suo attuale presente.
Erano sette anni che Peter Murphy non pubblicava un album, ora ha colmato questa lacuna con un disco davvero ben fatto, che suona bene, altisonante a tratti, molto più spesso intimamente confidenziale e perverso. Brani come Velocity Bird, I Spit Roses, Never Fall Out e The Prince & Old Lady Shad mettono in luce gli aspetti diversi della personalità funambolica di Murphy che sa essere morbidamente melodico così come drammaticamente tenebroso ed inebriante. Brani come Memory Go e Slowdown ricordano molto, dal punto di vista dell’impostazione vocale, i dischi solo di Iggy Pop a metà degli anni Ottanta. D’altra parte sappiamo quali sono stati, e restano ancora, i modelli artistici dell’ex Bauhaus e quindi non ci meravigliamo affatto, e la sottolineatura è soltanto positiva. Secret Silk Society rivela invece il lato più dark dell’artista, un brano che possiede una ambientazione decisamente gotica, degna dei fasti di Bela Lugosi, dal suo non lontano passato. Il disco si chiude con Creme de la Creme una ballata decisamente intima e molto melodica per soli piano e voce.
Un album che è destinato ad accrescere il numero dei fan del nuovo Peter Murphy, gente capace di andare oltre il marchio Bauhaus, senza però mai dimenticare quelle origini, di cui si trova traccia sempre e comunque in ogni espressione artistica, in ogni uscita musicale di Murphy che resta pur sempre un musicista luciferino, amante delle cose belle e delle sensazioni più torbide a patto che siano in grado di portare delle verità.
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07/06/2011 -
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