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Zola Jesus
Stridulum II
2010
Sacred Bones Records
di Giancarlo De Chirico
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Ecco un nome nuovo per tutti gli appassionati di gothic rock e di industrial wave, quello di Nika Roza Danilova, in arte Zola Jesus, una ragazza di origine russa che però si è realizzata sotto il profilo musicale nel Wisconsin, negli Stati Uniti.
Ispirata dal clima freddo e pungente di quella regione e dallo stato di solitudine in cui si veniva a trovare in un territorio vasto e selvatico, dedito alla caccia, Nika cominciò a dedicarsi al canto fin da piccola. A soli sette anni infatti già voleva diventare una cantante d’opera, malgrado il parere contrario dei suoi genitori. Insoddisfatta però dei risultati raggiunti, da adolescente si orientò verso la musica rock e cominciò ad esibirsi come Zola Jesus, la perfetta sintesi fra lo scrittore francese Emile Zola e Gesù Cristo, due figure per lei molto importanti. Incurante delle critiche e delle accuse di sacrilegio, Nika ha sviluppato con il passare del tempo una vocalità non distante dall’approccio che fu di Siouxsie, di Diamanda Galas e di Lydia Lunch e una musicalità prettamente dark, derivazione diretta dall’ascolto di gruppi come Swans e Throbbing Gristle. Registrava in casa, con il semplice aiuto di una tastiera e di una drum machine. Dopo aver inciso un paio di singoli nel 2008, Nika ha pubblicato il suo primo album, intitolato The Spoils nel 2009. Da allora in poi si è iscritta ad un corso di Filosofia all’Università ed ha registrato un paio di e.p., il più significativo dei quali è questo Stridulum che vi presentiamo adesso.
Soltanto sei brani molto evocativi ed intensi, ispirati al film omonimo di Giulio Paradisi del 1979. Il dark doom degli esordi diventa più accessibile e appare di tanto in tanto qualche forma melodica. Nika sembra trovare un maggiore equilibrio fra il suo lato oscuro ed un approccio più tradizionale, per quanto dichiaratamente low fi. L’album ha ottenuto diverse segnalazioni anche in Inghilterra, dove è stato accolto come un capolavoro di dark sound e di musica elettronica. Nika non ama definirsi un’artista “gotica” anche se adora i film dell’orrore girati in Italia negli anni Settanta. Zola Jesus preferisce ritagliarsi uno spazio nell’ambito della musica progressive e underground, infatti le sonorità di brani come Manifest Destiny, Run Me Out e I Can’t Stand sembrano avvalorare questo nuovo orientamento. Il ritmo rimane sempre martellante e a tratti ossessivo, i vocalizzi sembrano comunque il frutto di stregonerie elettroniche ma, nel complesso, le atmosfere di Stridulum risultano di certo più godibili. La title track è ricca di beat tribali e di citazioni futuristiche, mescolate a delle suggestioni marcatamente apocalittiche, mentre Trust Me è un atto di denuncia nei confronti di un mondo che procede diritto e in modo inconsapevole verso l’autodistruzione affidandosi all’energia nucleare.
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18/05/2011 -
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