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Elisa
Ivy
2010
Sugarmusic
di Bianca De Luca
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Un progetto innovativo e particolare nonostante le prime apparenze quello di Elisa, che riesce sempre a stupire con la sua semplicità ma anche grandezza che non fa altro, con gli anni, che affermarsi sempre più. Ivy il titolo, che deriva da edera. Nome che la cantante e autrice ci ha tenuto a dare come allusione a qualcosa di solido e ben saldo a terra, in continua crescita ed evoluzione, così come la sua carriera è stata e si appresta ad essere.
Prodotto con la fedelissima Sugar, Ivy si afferma come un progetto nuovo, non ancora sperimentato da nessuno nel panorama musicale italiano che regala la certezza di un greatest hits, le sperimentazioni e le soddisfazioni di un disco di cover o di duetti e la curiosità di un disco di inediti: Nostalgia, Something Ago e Fresh Air le uniche qui, ma che nascondono i loro piccoli aneddoti, come la stesura dell’ultimo a soli vent’anni per altrettanti conservata in un cassetto, in attesa del momento giusto. Come sempre non si accontenta e non resiste al limitarsi al nazionale e si espande all’internazionale con interpretazioni di 1979 degli Smashing Pumpkins, I Never Came dei Queens Of The Stone Age, ripescati e voluti dalla stessa cantante ovviamente, che li ha scovati nella sua formazione musicale, tra le passioni e ricordi adolescenziali. Il tutto affiancato a Ho messo via di Ligabue, che rivive nel fortunato singolo Gli ostacoli del cuore del 2005 che non poteva mancare assieme ad altri grandi cavalli di battaglia della cantante. La prima cimentazione invece nei duetti si stringe in ambito nazionale con Giorgia in Pour que l’amour me quitte, un insolito Fabri Fibra in Anche tu (anche se non trovi le parole), e che lascia invece indietro la versione originale di Ti vorrei sollevare con l’assenza di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.
Una track list interessante nella quale non dev’essere stato facile, tra i tanti successi, fare una selezione che avrebbe potuto spaziare in un secondo disco, ma il tutto suona come una sperimentazione, un piccolo assaggio intimo e che segna una maturità personale che si sente e cova la voglia di qualcos’altro. Che possa essere il preludio a qualcosa di più approfondito in ambito di cover e duetti? Sicuramente la professionalità della cantante fa ben sperare e creare buoni propositi che difficilmente fino ad ora sono stati delusi.
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20/01/2011 -
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