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Sembra proprio che il cowboy ribelle e strafottente che si è fatto strada nel mondo della musica con una mescola improbabile ma efficace di rap, country e metal sia cambiato. Sarà per l'età (si avvicina ai 40) o sarà per il produttore dell'album Rick Rubin (ormai diventato ascetico e dedito alla meditazione), fatto sta che con Born Free si ha il sentore che qualcosa non sia più come prima.
L'impatto visivo del disco è sicuramente diverso, manca qualcosa: per la prima volta non c'è lo sticker del Parental Advisory con cui venivano etichettati da routine tutti gli album di Kid Rock. Niente più oscenità dunque. Anche qualcos'altro però è cambiato: questa volta Rock balla (anzi suona) da solo, senza la storica band Twisted Brown Trucker che lo ha accompagnato durante la sua carriera fin dagli esordi. A compensare l'assenza però c'è una vagonata di special guests. Su quattro pezzi si può ascoltare la chitarra godere tra le mani di James Hetfield (per chi non lo conoscesse suona e canta in un gruppo chiamato Metallica!), alla batteria invece c'è un tipo che di nome fa Chad Smith (mi pare che suoni in una band che si chiama Red Hot Chili Peppers!), mentre alle tastiere un altro nome già calibrato come Benmont Tench dei Tom Petty and the Heartbreakers. E inoltre Sheryl Crow, che fa il bis dopo il featuring in Picture dal terzo album di Kid Rock Cocky, e ancora altri nomi forse in Italia un po' meno conosciuti: T.I., Martina McBride, Bob Seger, Zac Brown. La titletrack Born Free è stata eletta oltre che primo singolo anche opener dell'album, quasi ad emblema di quest'ultima tappa nel percorso del cantautore. E' un classic rock che scorre liscio e piacevole, biglietto da visita di un disco che, con tutte le sfumature, le influenze e le contaminazioni possibili, ha il sapore del rock 'n' roll, puro, semplice, fedele alle sue prerogative imprescindibili. Come già detto prima lo studio di registrazione è stato un viavai di artisti. La prima collaborazione della tracklist è Care, un brano grintoso dove Rock si scambia la parte vocale con la cantautrice country Martina McBride e il rapper T.I., che di suo ci butta dentro qualche rima a impepare uno degli episodi più riusciti del lavoro. In Collide invece Bob Seger suona il piano e la bella e brava Sheryl Crow ci mette la voce, anche se a dirla tutta mi aspettavo qualcosa di più da questo pezzo che in realtà mi è sembrato un po' debole e poco coinvolgente. Decisamente più convincente la successiva Flyin' High, energica e divertente, con Zac Brown, altro rappresentante della scena country americana.
Insomma di rap Kid Rock nella sua musica ce ne mette sempre meno optando per un songwriting più equilibrato ed omogeneo. In Born Free c'è la spiritualità del gospel, la semplicità del country, la passionalità del blues, l'energia del rock. E l'unione di questi elementi non può che dare risultati positivi.
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