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Chris Thomas King
Me, My Guitar and The Blues
2000
Blind Pig Records
di Marco Conigliani
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Qualcuno lo ricorda per aver recitato in Fratello, dove sei? dei fratelli Coen. Ma Chris Thomas King è principalmente un musicista, e di quelli seri. Basti pensare che Me, My Guitar and The Blues, il suo sesto album, lo ha suonato completamente da solo, lo ha registrato e missato di persona, e infine lo ha prodotto. Inutile dire che nove degli undici brani sono suoi. Non fatevi ingannare dall’immagine di copertina quindi, Chris Thomas King non è un innocuo, vecchio bluesman. Certo, Me, My Guitar and The Blues è un disco di blues, altrimenti si tratterebbe di una truffa. Ma è molto più vario e accattivante di quanto non ci si potrebbe aspettare da un semplice emulo di Robert Johnson. Qui si va dall’hip hop di Cain, all’easy listening di Stay Just As You Are passando per i brani per sola dobro e voce come Gambling Woman, Superstitious Blues e Stones In My Passway, per l’appunto di Robert Johnson. In questo vasto repertorio, gli episodi più interessanti sono quelli in cui i suoni della tradizione blues si sposano con un beat moderno. E’ il caso di Why Blues o Bourbon Street Blues, in cui Chris Thomas King ricorda un po’ Ben Harper, un po’ Lenny Kravitz, senza nulla togliere alla sua forte personalità. Nel complesso, Me, My Guitar and The Blues è un disco brillante, a tratti sorprendente, soprattutto per chi considerasse impossibile suonare blues ed essere innovativi allo stesso tempo.
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07/02/2002 -
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