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Da febbraio anche i fans italiani potranno ascoltare l’atteso nuovo album solista di Sara Lov, che sarà distribuito dalla IRMA records. L’avevamo conosciuta in qualità di vocalist malinconica e raffinata della band californiana dei Dévics, fondata insieme a Dustin O’Halloran nel 1996. Dopo anni di tournèe in tutto il mondo e successi di critica (in Italia sono noti anche per le musiche del film “L’Amore Probabilmente” di Giuseppe Bertolucci), la loro attività musicale si è fermata al 2006, quando i due hanno intrapreso percorsi separati. Nel 2009 il primo album solista della Lov, “Seasoned Eyes Were Beaming”, sancisce la sua autonomia artistica, seguito ad un solo anno di distanza da “All Out of Love”, entrambi acclamati da buoni giudizi tanto dei critici quanto dei colleghi musicisti. La cantautrice americana questa volta si cimenta con un album di cover, affidando ad altri autori le emozioni da esplorare. Qualche tempo fa avevamo avuto modo di ascoltare il brano-anteprima “Just My Heart Talking” di Ron Sexsmith, registrata in una versione live folk acustica insieme ai musicisti Zac Rae, Shon Sullivan, Quinn e Ed Maxwellm, accompagnato da un video di Mike Mohan girato a Silverlake, Los Angeles. E tra breve, tutti potranno apprezzarne il resto, a cominciare dal brano di apertura, un intenso “Square Heart” cover dei Black Heart Procession nella sua versione con pianoforte e archi, che ci trasporta nell’atmosfera sognante di “Papa Was A Rodeo” dei Magnetic Fields, poi nella struggente interpretazione di “There Is A Light That Never Goes Out” degli Smiths. La raccolta comprende anche una sorprendente versione di “The Word We Knew” di Frank Sinatra e un omaggio tutto italiano, la sensuale “La Bambola” di Patty Pravo. L’album si chiude in modo sospeso e trasognato con “I Want To Vanish” di Elvis Costello. “I Already Love You” vanta collaborazioni di tutto rispetto a cominciare da Darrel Thorpe al mix (forse vi ricorderete di lui per aver mixato Air, Beck, Radiohead), e Zac Rae alla produzione (Fiona Apple, Macy Gray, Annie Lennox). Quelle che la presentazione ufficiale dell’album chiama «melodie al miele» si insinuano di brano in brano, accompagnandoci tra suoni rarefatti ed ovattati, non sempre rassicuranti. Caschetto biondo e occhioni azzurri, la sua voce vellutata, aggraziata e matura nasconde sempre un’inquietudine di sottofondo, una certa nostalgia che trapela lasciando immaginare sogni lontani, un’infanzia perduta. E per gli appassionati dei biografismi, o per chi adora scovare nei lati oscuri dell’infanzia degli artisti la scintilla creatrice di futuri talenti, la Lov offre materiale in abbondanza. La piccola Sara nasce infatti nelle ridenti Hawai, ma a quattro anni viene rapita dal padre, uomo coltissimo ma sociopatico, che la porta con sé in Israele, dove vive insieme ad un gruppo di fuggitivi internazionali per cause di giustizia, finché, dopo una decina di anni, uno zio non riesce a rimpatriarla negli Stati Uniti. Inquietudini infantili o no, la Lov ci regala un album piacevole, senza troppe pretese, a volte ripetitivo, ottimo sottofondo per la lettura di un buon libro o per sorseggiare una tazza di tè sotto le coperte in una fredda domenica invernale.
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