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Ryan Adams... "Rock'n'Roll". Mai titolo fu più appropriato ed esplicativo. Certo. Magari un pochino supponente... ma certamente notevole, anche perchè nel quarto lavoro ufficiale dell'ex cantante dei Wiskeytown di rock'n'roll ce n'è davvero parecchio; a cominciare dall'opener "This is it", dove la voce roca del cantante si attacca magnificamente alle trame stradaiole di un lavoro che nel suo complesso richiama il cantautorato rock della metà degli anni '70 – Warren Zevon e Tom Petty su tutti - con qualche cenno di new wave - come in "Shallow" - mascherato però da uno spesso strato di chitarre e batterie che richiamano indiscutibilmente al buon vecchio rock, e "1974" lo dimostra chiaramente, in quanto quello che succede in quei 3 minuti (e a noi romantici già viene in mente: "we've learned more from a three minute records...") è puro e semplice fottuto rock'n'roll... senza fronzoli e masturbazioni di vario genere... solo il lato on the road ed alcoolico di una musica che ha sempre dato molto verso chi ascolta, soprattutto per il rapporto "fisico" che l'interprete ha con i brani, il risalto della fisicità del rock, che in questo disco è molto forte, come un buon vecchio sano disco rock'n'roll che si rispetti. --------- I richiami netti ai cantautori degli anni '70 sono stabili per tutto il disco, confermando quello che molti vedono stranamente come un difetto nel nostro, ovvero, quello di essere solamente un emule di quei cantautori che hanno fatto la storia... beh... affermazione con un fondo di verità, ma, a differenza dei toni più tenui e folk (che rimandano appunto a suddetti monoliti musicali), "Rock'n'Roll" è un disco più duro, per definizione e per sostanza, con canzoni dirette, semplici, basate su riff elementari e ritmiche classiche, nulla di trascendentale, la vittoria della semplicità, Certo, i richiami ad una musica più dura, riconducibile a Pearl Jam e Soundgarden, si avverte in canzoni come "Not to self: not die"e "Boys", con dei ritmi più tirati che rendono sublime la classicità complessiva dell'opera, opera con un tasso rockettaro talmente elevato che sembra strano sentire che una canzone dal titolo "Rock'n'roll" sia una ballata voce-pianoforte. --------Premettendo che l'unico difetto di questo disco è quello di essere uscito nel 2003 e non nel 1973 e che è noto che Ryan Adams non inventa nulla, questo disco è un'ottima arma per passare un'ora piacevole in compagnia di quella musica che tanto è piaciuta ai nostri genitori e che sembra morta giorno dopo giorno. Beh. Questo disco ci conferma che non è morta, e che offrira sempre minuti di consolazione perchè alla fine, it's only "Rock'n'roll" but i like it!
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