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Beastie Boys
Hello Nasty
1998
Grand Royal
di Marco Conigliani
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Hello Nasty è il disco più introverso e enigmatico che i Beastie Boys ci abbiano mai regalato. Vi si ritrovano, distinte come non mai, le due anime che nel corso degli anni hanno caratterizzato la loro musica. Da una parte c’è l’hip hop bianco di cui sono i capiscuola, dall’altra c’è la curiosità di esplorare territori sempre più lontani. Se nel precedente Ill Communication giocavano con strumenti acustici e sfuriate hardcore, qui si spingono fino a ritmi latini e atmosfere dub. In ogni caso Hello Nasty non delude. L’hip hop di Super Disco Breakin’, Body Movin’ e Intergalactic convince di primo acchito. Song for Junior, I Don’t Know e Picture This, alla ricerca di un gusto più sottile, richiedono qualche ascolto di più. Alla fine, quello che colpisce di Hello Nasty è la quantità di suoni e di situazioni sonore a cui si ricorre nei ventidue brani. Ma la cosa non dovrebbe stupire più di tanto visto che, a giudicare dalle note di copertina, i Beastie Boys hanno scomodato tutti gli studi di New York per registrare e missare il disco. Hello Nasty, pur non raggiungendo le vette dell’incredibile Ill Communication che rimane uno dei migliori album del decennio, è un buon disco e conferma che se in questi anni i Beastie Boys sono cresciuti come musicisti lo sono ancora di più come produttori.
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07/02/2002 -
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