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La leggendaria voce dei Led Zeppelin riprende il sentiero da dove lo aveva lasciato, Raising Sand, inciso insieme ad Allison Krauss, che gli aveva fruttato una pioggia di Grammy e riconoscimenti. Band Of Joy però è anche un salto nel profondo passato, alle radici dell'essenza di Plant e del suo stile oltre ad essere il nome del gruppo nel quale ha militato insieme a John Bonham dal 1966 al '68, ovvero prima dell'era Zeppelin. Il progetto è nato da un'idea di collaborazione tra lo stesso Plant ed il chitarrista Buddy Miller, che ha anche co-prodotto il lavoro. L'album è stato registrato a Nashville con una serie di credits invidiabile e pubblicato dalla nuova etichetta di Paul McCartney, la Rounder Records. Oltre a Miller, la Band Of Joy è composta dal poliedrico Darrell Scott, che ha inciso le parti di chitarra pedal, lap steel, banjo, fisarmonica e mandolino, Byron House al basso, il percussionista Marco Giovino e da Patty Griffin, cantautrice country, che duetta con Plant.
Il risultato è un misto di generi e influenze legate insieme dalla suadente voce di Plant, non nella versione acida ed urlante che tutti eravamo abituati ad apprezzare quando militava nei Led Zeppelin bensì in una forma più intima che, fusa nelle atmosfere pacifiche e concilianti dell'album, assume a tratti delle attitudini quasi angeliche. Tra le perle del disco spiccano l'apripista Angel Dance, rifacimento del brano scritto dai Los Lobos, le surreali Silver Rider (dei Low, così come Monkey) e Satan Your Kingdom Must Come Down, che esorcizza inequivocabilmente tutte le voci sulle influenze luciferine nella musica degli Zeppelin. Gli amanti del blues avranno di che godere con Central Two-O-Nine, unico pezzo completamente originale di un album di pregevolissima fattura, sebbene fatto in buona sostanza di cover o riarrangiamenti di temi tradizionali rispolverati ma non per questo banali o scontati, anzi...
Robert Plant ormai non ha più nulla da dimostrare, fa quello che fa per il piacere suo e di chi lo ascolta, regalando emozioni primordiali che oggi sembrano non appartenere più alla realtà.
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