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Starsailor
Silence Is Easy
2003
EMI
di Hamilton Santià
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Dopo ripetuti ascolti della seconda prova degli Starsailor, "Silence Is Easy", si ha una piena certezza, ovvero quella che gli Starsailor hanno imparato alla grande la lezione di pop-music inglese e ce lo dimostrano di continuo. Questo non è un male, per carità, ma il tutto finisce lì, ovvero ad una perfetta forma di canzone pop e nulla più. Il fatto è che questo "Silence Is Easy" altro non è che "Love Is Here - Atto Secondo" ma privato delle fantastiche songs che immergevano l'ascoltatore nel groove e lo facevano innamorare di questa musica, mancano le "Alcoholic" e soprattutto le "Good Souls" di turno, e questo contribuisce in maniera determinante a rendere l'album abbastanza sciatto, seppur accademico e perfettamente prodotto, ma privato del pathos e dell'emotività del debutto ("Good Souls" è una delle migliori canzoni pop degli ultimi anni, meglio di Badly Drawn Boy sicuramente). Certo, i momenti di spicco non mancano, come "Music Is Safe" e "Silence Is Easy", ma sembra che la voce di James Walsh non arrivi a toccare i tasti che due anni fa aveva toccato e le armonie sono sì belle e limpide, ma mancano comunque di quel certo "nonsocosa" che le renda proprie e in grado di mescolarsi appieno con chi ascolta. "Shark Food" sembra uscita dai Thrills o dai Coral, il cantato e la chitarra sembra appunto una ballata che tende a sonorità west-coast (gli Eagles di "Hotel California") e "Four To The Floor", nelle sue atmosfere anni '80 e nella sua forma epica - complice la quasi perenne sezione d'archi - risulta la canzone migliore del disco, quella che riesce, con qualche tacca in più, ad elevarsi sulle altre e a lasciare qualche sensazione concreta. Comunque, "Silence Is Easy" non aggiunge nulla al discorso che gli Starsailor hanno aperto in "Love Is Here", esattamente come "A Rush Of Blood To The Head" dei Coldplay, ma in quest'ultimo, ci sono delle canzoni come "Politik" e "In My Place" che giustificano l'acquisto di un disco pressochè identico ad un precedente (stesso discorso per gli Strokes), nel disco degli Starsailor, invece, no.
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12/11/2003 -
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