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Rick Derringer
Jackhammer Blues
2000
Sharpnel Recrods
di Marco Conigliani
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In tanti anni di carriera, il signor Derringer si è anche tolto lo sfizio di scansare i Beatles dal primo posto nelle classifiche di vendita. Era l’estate del 1965 e il brano dei Beatles era Yesterday. Scusate se è poco. Allora Rick Derringer aveva sedici anni ed era a capo dei McCoys. Da quel momento in poi ha calcato le scene del rock in lungo e in largo. A soli vent’anni diventa il produttore di Johnny Winter ma questo non gli impedisce di proseguire la carriera di musicista, prima con i Derringer, poi anche da solo. Durante gli anni ‘70 collabora con gente del calibro di Alice Cooper, Richie Havens, Todd Rundgren, Steely Dan e Kiss. Il suo primo album solista, All American Boy, contenente il singolo Rock and Roll Hoochie Koo, risale al 1973. Con Jackhammer Blues, Rick Derringer propone undici brani di musicisti celebri, prevalentemente degli anni ‘50 e ‘60. Si va da Texas di Mike Bloomfield e Buddy Miles a Crying Won’t Help You Now di B.B. King passando per Wrapped Up In Love Again di Albert King e Shake Your Money Maker di Elmore James. Il territorio è quello del blues più tradizionale e la chiave interpretativa è un rock assolutamente classico, caratterizzato solo da un chitarrismo esasperato. Evidentemente Jackhammer Blues non punta sull’originalità ma piuttosto sulla bellezza dei brani, scelti non tra i più noti ma ugualmente validi. Per il resto il disco trasuda energia, entusiasmo ed un amore incondizionato per il blues.
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07/02/2002 -
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