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The Corrs
Talk On Corners
2000
Atlantic
di Marco Conigliani
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Se i Corrs fossero un vino, questo sarebbe snello, di colore verdolino poco intenso e profumi tenuemente floreali, poco strutturato e pulito nel finale. Invece sono un gruppo irlandese e l’Irlanda, si sa, è più conosciuta per la musica che per i vini. E’ conosciuta anche per la birra ma i Corrs non somigliano a una Guinness perché di amaro e cremoso non hanno proprio nulla. Il loro disco suona bene, anche troppo ma si può capire dato che i produttori sono ben sette e del calibro di David Foster, Oliver Leiber, Glen Ballard, John Hughes e Billy Steinberg. Visto un tale spiegamento di forze verrebbe da pensare che i Corrs siano un operazione commerciale concepita a tavolino. E ascoltando questo Talk on corners il sospetto cresce. Il disco può risultare anche piacevole ma manca sostanzialmente di spessore e inventiva. Quello che si sente a più riprese è un pop manierista condito di inserti celtici a base di tin whistle e percussioni folcloristiche. Ma badate bene, questo non c’entra niente con la musica tradizionale irlandese! In compenso il disco è talmente ben rifinito che sembra voler accontentare l’ascoltatore a tutti i costi e a volte ci riesce. E’ il caso di Only when I sleep, indubbiamente il brano trainante dell’album, in cui le tre sorelle Corr danno sfoggio delle loro notevoli capacità canore. Il disco purtroppo finisce male con una versione di Little wing particolarmente infelice. Ma d’altronde si sa, brani come questo sarebbe meglio lasciarli alla memoria di chi li ha concepiti.
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07/02/2002 -
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