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I Divine Comedy sono una delle band più british del panorama musicale di questi ultimi vent’anni, capaci di riprodurre un finissimo pop degno di artisti del calibro di Elvis Costello e costruirci un carosello di immagini e ritratti in stile vittoriano ricche di atmosfere demodé con rimandi al genere musical. Bang Goes The Knighthood è il loro ultimo album ed esce a 4 anni da Victory For The Comic Muse.
La band irlandese nasce per volontà di un introverso sognatore, Neil Hannon, innamorato dell'Italia e del film Camera con vista. Sceglie il nome della sua band quasi per caso, pizzicando nella libreria dei genitori il titolo dell'epico poema di Dante, The Divine Comedy. Il percorso musicale che decide di intraprendere all’inizio degli anni Novanta si distacca nettamente dal genere all’ora in voga, il Brit Pop alla Blur e Oasis per intenderci, preferendo rifugiarsi nelle suggestioni di un baroque pop lievemente aristocratico e nostalgico. Vi sono varie anime che hanno condizionato il suo percorso artistico: le lezioni di maestri quali Bacharach, Beatles, Kinks, gli echi di Nino Rota ed Ennio Morricone ed, infine, l'eredità della scuola chansonnier francese di Brassens.
In questo disco Hannon osserva con acuto cinismo lo scandalo finanziario e la decadenza sociale che ha travolto l'Inghilterra in questi ultimi anni. I ricchi borghesi ed i falsi potenti descritti nel brano The Complete Banker, ne sono un esempio lampante: gente rispettabile e apparentemente pulita che, in segreto, pratica sadomaso o specula sulle spalle della povera gente. Altre volte fa delle digressioni per dedicare un pezzo agli umiliati come la donna del Sud di Neapolitan Girl costretta a prostituirsi nel Dopoguerra. Da notare come l’arrangiamento musicale di questi due brani sia volutamente in netto contrasto con la tematica dei brani: malinconie scanzonate da musical per il brano The Complete Banker, con la voce di Hannon che interpreta e ci emoziona come soltanto Andy Partridge, in questi casi, sarebbe in grado di fare, mentre un solare easy pop alla David Byrne è il commento sonoro alla triste Neapolitan Girl. Dei rintocchi di un melanconico carillon ci accompagnano alle atmosfere vaudeville di When A Man Cries, una dedica della band alle persone alle prese con i propri dolori intimi, mentre un piano saltellante fa da contrappunto ad un brano sul cricket, Assume The Perpendicular in puro british humor style: “Jump up and down, make complimentary sounds, and talk about nothing in particolar".
Bang Goes The Knighthood non sarà un capolavoro, sicuramente è un gradino al di sotto rispetto ai suoi illustri predecessori come Absent Friends o Casanova, ma la bravura dell’artista non è in discussione e l’opera produce, comunque, delle canzoni di ottimo livello da ascoltare con attenzione.
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