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Cave In
Antenna
2003
RCA
di Hamilton Santià
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C'è sempre un certo scetticismo - molto spesso immotivato - quando un fenomeno di culto del circuito indie firma un contratto con una major "tradendo" così quelli che hanno supportato il gruppo dai tempi delle prove in garage. L'ascolto di questo "Antenna" invece motiva tale teoria, difatti, il disco appare ovattato, suonato su schemi sicuri e prestabiliti, non emoziona, non coinvolge e a tratti annoia. E'si un disco posizionabile nella scena hardcore, ma le sonorità si avvicinano pericolosamente ad una versione "dura" dell'imperante emo-core statunitense, difatti i brani si muovono con disinvoltura tra Rival Schools e Bad Religion, con l'aggiunta però di bordate di chitarre e linee melodiche vagamente metal. Un perfetto esempio è il brano "Inspire" che parte con chitarroni e batterie furiose per poi approdare in un ritornello orecchiabile ma per niente catchy. Un disco che si ascolta con un sentimento di distacco, con un po' di pesantezza, poco originale negli arrangiamenti molto simili tra loro, fedele alla formula strofa-bridge-ritornello e con pochi spunti strumentali davvero degni di nota questo "Antenna" delude sotto quasi tutti i punti di vista in quanto, alla fine, risulti un semplice album di chitarre distorte e niente più, ben prodotto ma tremendamente banale e piatto, molto più radio friendly e sensibile alle sirene del mercato dei precedenti due dischi dei Cave In, ma a differenza di certi dischi che conservano un certo spessore nonostante la "marchetta", questo lp non presenta canzoni memorabili o degne di nota, piazzandosi così in un mercato probabilmente florido, ma con un'enorme crisi di identità.
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30/10/2003 -
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