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Finalmente, dopo cinque anni, un nuovo album dei Cramps, la “cult band” californiana che mescola blues straniato e rockabilly e che ha lasciato il segno nella storia del punk americano della fine degli anni settanta. Lux Interior, voce solista, e Poison Ivy, alla chitarra elettrica, sono rimasti fedeli alla linea, assolutamente integri nel perseguire un rock and roll a tinte forti, ricco di energia e carico di perversione. Il disco è un inno a comportamenti e suoni devianti, ad una sessualità sfrontata e ribelle, a cominciare da una gustosa rivisitazione, rallentata ad arte, di un classico come “Louie Louie” inserito in un contesto infernale e molto allusivo come quello di “Papa Satan Sang Louie”. Si continua con il rock acido di “Fissure Of Rolando” e le inequivocabili insolenze di “Dr. Fucker Musical Deviant”, con il boogie woogie del “diavolo dopato” e con il sacrilegio consumato su “Elvis Fucking Christ”, un brano che vieta definitivamente ai Cramps l’udienza papale del mercoledì di fronte alla Basilica di San Pietro, ammesso e non concesso che rientrasse nei loro progetti… Meraviglioso, intenso e dolente il canto di “Taboo”, una “slow ballad” di rara bellezza che ho provato a immaginare eseguita da Iggy Pop, l’uomo di Detroit del quale Lux Interior è da sempre grande estimatore e fin troppo attento seguace. “She’s Got Balls” e “Mojo Man From Mars” sono due rockabilly di ottima fattura, volutamenti provocatori ed irritanti, emblema di ogni ambiguità, pregni di fascino negativo, di autolesionismo e decadenza. La chitarra di “Color Me Black “ entra in circolo, nelle vene, come il blues, ti tiene compagnia il tempo che basta per lasciarti stremato, mentre “Wrong Way Ticket” è un rock and roll accelerato e punkeggiante, urlato, screanzato e roboante. Bentornati Cramps! Si sentiva il bisogno di musicisti che sapessero muoversi ai margini, che sapessero ancora creare, che fossero ancora in grado di rischiare.
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