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Il “Dolce Vita Jazz Festival” si sta imponendo, da qualche hanno a questa parte, come una delle manifestazioni più rappresentative del panorama jazzistico italiano, con un calendario di eventi di primissimo piano paragonabile per eterogeneità soltanto a quello di Umbria Jazz ed una rosa di “nomi eccellenti” davvero invidiabile. Ed ecco arrivare Joshua Redman, un sassofonista fra i più giovani e talentuosi, fra i più discussi e naturalmente idolatrati. La sua musica si muove a dire il vero in ambiti piuttosto “classici”, che non hanno nulla a che fare con le avanguardie, né tanto meno con quanti si pongono il problema di riformare il jazz. Pur tuttavia, non disdegnando né influenze “funk” né tanto meno “rock”, contribuisce comunque a svecchiare il jazz, conferendogli una veste di modernità. A ciò concorre naturalmente la straordinaria padronanza tecnica del musicista, dotato di uno stile efficace e corposo, ricco, scorrevole, ma anche assolutamente impeccabile, rigoroso. Inoltre, l’utilizzo di un organo “hammond” - mirabilmente suonato da Sam Yahel - al posto della tradizionale combinazione sax, batteria, contrabbasso, spinge la musica di Redman in territori in parte inediti, che fondono mirabilmente il jazz con un poderoso “groove” di matrice funk, fondato su di un eclettismo lucido ed esuberante. Dal vivo, merito l’indiscussa perizia tecnica degli strumentisti, il risultato è ancora più efficace che in studio. Le tradizionali “ballate” del sassofonista assumono un ritmo travolgente, le lunghe suite solistiche, arricchite di effetti sonori mediante la pedaliera, rendono l’atmosfera infuocata ed istintiva. Da non perdere! Oggi e domani: La Palma Club - Roma - Ore 21,30. Costo dei biglietti 15 e 25 Euro.
Articolo del
21/07/2003 -
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