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Jethro Tull
Il flauto magico di Ian Anderson
09/07/2003
di
Fabrizio Biffi
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60 milioni di album venduti e più di 2500 concerti eseguiti in 40 paesi. Un rullino di marcia impressionante per i Jethro Tull, un gruppo che si può considerare come la cattiva coscienza del rock progressivo. Da quando sono nati, nel 1967, i JT hanno sempre portato avanti con convinzione il loro stile di band dalle connotazioni spesso vicine al folk, mantenendo intatta tale caratteristica per oltre trent'anni. Il periodo d'oro dei Jethro Tull coincide con gli esordi. Rimane nella storia della musica la serie di album che parte da “Stand up” (1969) e prosegue consecutivamente con “Benefit”, “Aqualung”, “Thick as a brick” e “A passion play”. Questi veri e proprio "mattoni", fanno dei Jetrho Tull un gruppo fondamentale del rock progressivo anni settanta. Capeggiati dal front man (e flauto traverso) Ian Anderson, i JT si presentano a Roma con Martin Barre (chitarra), Andrew Giddings (tastiere), Jonathan Noyce (tastiere, basso) e Doane Perry (batteria). Roma 9 luglio 2003, Centrale del Tennis (25 euro + prevendita)
Articolo del
08/07/2003 -
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