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Selecter
A volte ritornano: i Selecter dal vivo a Roma
07/02/2002
2 Tone
di
Modernist
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Come si può inquadrare in poche righe lo ska, fenomeno musicale trasversale disperso tra le nicchie di pochi eletti interpreti e sostenitori? La storia dello ska è, per fortuna, scritta in modo chiaro tra le note di quei gruppi che hanno fatto ballare quattro-cinque generazioni di teen ager sul dance-floor delle balere e delle discoteche di tutto il mondo. Tra i coraggiosi epigoni di un genere musicalmente stretto tra i ritmi del reggae e le nuove influenze del rock di ogni epoca, ci sono i Selecter. A pieno titolo la band si è guadagnata i galloni di ambasciatore dello ska inglese, in un periodo (la fine degli anni settanta) in cui all’esplosione del punk alcuni gruppi inglesi risposero senza esitazioni con una contaminazione originale di ska e reggae, la cosiddetta Second-Ska Wave. I Selecter si costituiscono a Coventry proprio attorno ai primi anni ottanta, in contemporanea con la nascita degli Specials di Jerry Dammers. Lo stile Selecter è in linea con la filosofia 2 tone (la casa di produzione discografica di Dammers): bianchi e neri insieme a cantare le storie di tutti i giorni nel periodo della recessione e dei moti anti-razziali che scuoteva Bristol e tutta l’Inghileterra. Il primo singolo dei Selecter, On my Radio, raggiunge il n. 8 delle competitivissime charts d’oltremanica. Il primo album, prodotto dalla 2 tone, è un capolavoro: Too Much Pressure segna la nascita del revival ska, insieme al primo LP degli Specials (1979). La band propone una miscela azzeccata e omogenea di ska e rock, ma soprattutto stravolge i canoni estetici presentando sul palco musicisti multirazziali, donne e uomini, ska e reggae. A questo punto entra in gioco la Chrisalis, label di maggiore prestigio e di maggiori esigenze commerciali, che mette il gruppo sotto contratto. Siamo nel 1981 e arriva il secondo album: Celebrate The Bullet. I giochi sono fatti. Lo stile ska dei Selecter si incanala nel pop della prima new-wave inglese, e il gruppo si scioglie. Dei Selecter è rimasto ancora indelebile lo smalto della prima ora e la potente voce di Pauline black, che a tutt’oggi rappresenta l’icona vivente della ska band. Chissà cosa succederà giovedì sera al Black Out quando si spegneranno le luci e si sentiranno le prime note. I Selecter sono tornati?
Articolo del
05/02/2002 -
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