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Soprannominata maliziosamente da Pete Townshend "Marianne con la mano tremolante" (da cui l'omonima canzone degli Who), Marianne Faithfull è una vera sopravvissuta dei Swinging Sixties. Iniziò la carriera come pudica signorina folk, finchè nel '64 non fu sedotta (e corrotta) dai sogni di gloria dei Rolling Stones e del loro manager-svengali-wonderboy Andrew Loog Oldham. Portò al successo "As tears Go By", uno dei primi brani composti dal duo Jagger-Richards, e da allora la sua vita non fu più la stessa. Lei e il suo boyfriend Mick Jagger divennero l'incarnazione dei giovani della Londra dei Sixties: giovani, belli, ricchi, arroganti ed edonisti. Nel '69 la Faitfull incise "Sister Morphine" (sempre di Jagger-Richards), un presagio di sventure a venire. E poi la fine del sogno degli anni Sessanta, Mick che la molla senza pietà, la depressione, il rifugio nelle droghe (non solo morfina, ma soprattuto eroina). Marianna ne esce (in parte) nel 1979, quando, ormai svincolata dal clan Stonesiano, pubblica l'LP "Broken English", u trionfo di critica se non di pubblico: ormai non è più la bimbetta-copertina di un tempo, ha una voce arrochita dagli anni e dagli stravizi. Negli anni a seguire prosegue nella stessa vena: interpreta Brecht, Angelo Badalamenti e le canzoni di Nico (con cui sente un'ovvia affinità). Oggi Marianne Faithfull è una grande madre del rock, una sorta di incrocio tra Mick Jagger e Billie Holiday che va fiera delle sue esperienze travagliate. Ha inciso all'inizio del 2002 un nuovo album, "Kissin' Time" con un suo giovane nuovo amico, certo Damon Albarn, cantante dei Blur e non solo. Lo presenterà nei 3 concerti del suo tour italiano, che ha inizio a Roma sabato 26 ottobre all'Auditorium-Parco della Musica, per poi proseguire il 27 Udine e il 28 a Milano. Saranno serate intense, questo è poco ma sicuro.
Articolo del
24/10/2002 -
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