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Si chiamavano The Vynes, ed era la band di suo padre Terry Nicholls, negli anni 70, oggi Craig Nicholls, cantante e leader della sua band, The Vines (proveniente da Sydney, Australia), esordisce con Highly Evolved, disco che è schizzato direttamente al terzo posto della top ten inglese. Craig dice che l’unica differenza tra la band di suo padre e The Vines, a parte quella “i” al posto della “y”, è che il babbo non ha mai fumato marijuana. E’ un gruppo che, con singoli come “Get Free” o “High Evolved”, ha già messo d’accordo un bel po’ di gente per quel mix di suono tra Nirvana e Radiohead. In Inghilterra, il Guardian, l’Observer ed il Times hanno accolto il loro disco con entusiasmo, tanto che un giornalista tra i più famosi come David Sinclair ha paragonato “Highly Evolved” al primo album dei Ramones e al debutto degli Stooges. Nel disco, prodotto a Los Angeles (dove la band si è trasferita) da Rob Schnapf (ha collaborato con gente come Beck e i Foo Fighters di Dave Grohl, l’ex batterista dei Nirvana) e mixato da un altro produttore di grido come Andy Wallace, The Vines pensano a un rock’n’roll corposo, che gioca con il power pop, con le sonorità che potrebbero essere di Queens Of The Stone Age, con le esplosioni che avrebbero potuto essere dei Nirvana in cui si succedono ballate psichedeliche, a tratti beatlesiane, in alcuni passaggi bluesy (vedi “1969” che chiude il disco) e brani di post grunge e power pop ad alto voltaggio. The Vines iniziarono a suonare insieme sette anni fa,In origine erano in tre: Craig Nicholls alla chitarra e alla voce, Patrick Matthews al basso e David Olliffe alla batteria. La storia è molto simile a quella di molte rock band australiane. L’incontro a scuola, i primi concerti, poi le registrazioni nella stanza da letto di Craig, una febbrile attività di scrittura e lavorazione di brani, la realizzazione di un primo demo contenente ben 30 canzoni con conseguente spedizione in Inghilterra, alla XL. La XL, l’etichetta dei Prodigy, White Stripes e dei connazionali Avalanches decide di pubblicare un singolo (“Factory”).Dopo poco tempo arriva un contratto internazionale con la Capitol. Nel frattempo The Vines perdono per strada il loro batterista (che viene sostituito da un altro australiano: Hamish Rosser) in più assoldano un secondo chitarrista (Ryan Griffiths) per rendere il suono più potente. Milano, 19 ottobre unica data in esclusiva italiana, è uno di quegli appuntamenti da non perdere della nuova stagione del rock internazionale.
MILANO - Rainbow Club - Via Besenzanica Indipendente Eventi e Produzioni – 0434 20 86 31 Prezzo del biglietto: 16 Euro + diritti di prevendita Apertura cancelli: ore 20.00
Articolo del
18/10/2002 -
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