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Daniele Silvestri? Un musicista disarmante, nel senso pieno e costruttivo della parola. Un personaggio che, una volta tanto si può lasciare parlare, senza banalità, tra virgolette. "Quando mi chiedono quali artisti mi hanno influenzato, cito sempre per primi i Beatles. In realtà, credo di aver imparato di più da Fabrizio De Andrè, Edoardo Bennato, il primo Pino Daniele, Paolo Conte, i Police e Bob Marley… Per quanto riguarda i testi, invece, sono stati fondamentali autori come Calvino e Dostoevskij, i romanzi di fantascienza (Asimov su tutti) e le opere teatrali. Il più importante, umanamente e artisticamente, è stato mio padre, che mi ha insegnato più di tutti, soprattutto l'uso della parola: quando ero piccolo, infatti, mi parlava in rima. Avevo pochi anni e mi divertivo già a inventare filastrocche. Da lui ho ereditato un umorismo giocato sugli equivoci e il doppio senso, oltre alla necessità di uscire dagli schemi. Quando scrivo, sento l'esigenza di estraniarmi, di osservare me stesso da lontano, infatti lavoro sulle immagini". Per scovare l'esordio di Silvestri bisogna risalire al 1994 quando pubblica il suo album d'esordio:"Daniele Silvestri". Nel 1995 partecipa a San Remo nella sezione "Giovani" con "L'uomo col megafono": si classifica all'ultimo posto, ma una giuria di autori gli assegna il Premio Volare come miglior testo letterario della gara sanremese. Il secondo album, "Prima di essere un uomo", conquista il disco d'oro grazie anche al singolo, "Le cose in comune", che vince il Premio Tenco come miglior canzone dell'anno, "L'uomo col megafono" è al secondo posto per lo stesso premio. Nel 1996 arriva la prima colonna sonora ("Cuori al verde" di Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi). Contemporaneamente incide "Il dado". Nel 1997 c'è l'apparizione sul palco del Primo Maggio a Roma. Torna in gara al Festival di Sanremo nel 1999 (sezione big) con il brano "Aria" contro la pena di morte. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas", il suo quarto album (il titolo è l'anagramma delle iniziali delle singole canzoni contenute nel disco). Dopo la promozione dell'album bisogna aspettare un altro Festival di San Remo, marzo 2002, per rivedere all'opera Daniele Silvestri: con "Salirò" il cantante romano si conferma talento puro, scalando tutte le classifiche sia con il singolo che con il quinto album, "Unò-duè", nuovo episodio di un personaggio che può rendere omaggio solo a se stesso.
Articolo del
10/09/2002 -
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