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Il musicista, produttore e compositore berlinese Apparat (alias Sascha Ring) pubblica oggi il suo sesto album in studio, A Hum Of Maybe, in edizione limitata su doppio vinile turchese, doppio vinile, CD e in digitale tramite Mute.
A Hum Of Maybe è un album complesso e profondamente personale, che porta con sé il peso degli anni trascorsi dal suo ultimo album, LP5 del 2019, e in "Glimmerine", Ring ha trasformato in musica i suoi pensieri sulla genitorialità. Inframezzato da un febbrile trombone jazz e scintillanti linee di synth, e oscillando tra forte e dolce, il brano parla di un amore totalizzante.
L'album ha preso forma dopo un lungo periodo di blocco dello scrittore, in cui il suo legame con la musica sembrava perso, sepolto in profondità, irrintracciabile. Per rompere questo blocco, si è sfidato con una risoluzione radicale: trovare un'idea per una canzone ogni giorno, libero da pressioni, giudizi e dalla ricerca della perfezione, non importava quanto poco sviluppati o incompleti fossero gli schizzi. Gradualmente, questa nuova routine quotidiana ha avuto un effetto terapeutico, aiutandolo a ritrovare la fiducia in se stesso e nel suo processo musicale. Dagli innumerevoli frammenti creati in oltre sei mesi nel 2025, sono presto emerse le canzoni più forti, che hanno preso forma come i contorni del suo sesto album, A Hum Of Maybe.
In sostanza, A Hum Of Maybe parla d'amore - per sé, per sua moglie e per sua figlia - e di come tenerselo stretto, proteggerlo e ricalibrarlo costantemente, poiché è in un continuo stato di flusso. Lavorare sui testi lo ha aiutato a concentrarsi su ciò che era importante per lui in mezzo a tutto quel tumulto. Come suggerisce il titolo dell'album, le canzoni parlano di essere bloccati nel mezzo: non un chiaro sì o no, ma A Hum Of Maybe. "È un forse che non è debolezza, ma uno spazio in cui le cose possono crescere", spiega Ring. L'album abbraccia uno stato di limbo, dove non ci sono più certezze indistruttibili o risposte chiare, solo una moltitudine di simultaneità e stati intermedi. Non o, ma e: analogico e digitale. Uno e zero. Micro e macro. Luce e ombra. "Il ronzio è quella corrente sotterranea di potenziale - l'intermedio, dove la vita accade davvero."
L'album è stato creato con l'aiuto dei suoi collaboratori musicali di lunga data, che conferiscono alle undici tracce una dinamica di band calda e organica, e che si esibiranno con lui anche nei prossimi concerti: Philipp Johann Thimm (violoncello, pianoforte, chitarra), che ha anche co-scritto e co-prodotto l'album, Christoph "Mäckie" Hamann (violino, tastiera, basso), Jörg Wähner(batteria) e Christian Kohlhaas (trombone). Inoltre, la cantante armeno-americana KÁRYYN partecipa a "Tilth" e il musicista Jan-Philipp Lorenz (aka Bi Disc) di stanza a Berlino e Roma, in "Pieces, Falling"
APPARAT TOUR ITALIA 2026 15 aprile 2026 - Alcatraz, Milano 16 aprile 2026 - Parco della Musica, Roma 4 luglio 2026 - Sexto 'nplugged, Sesto al Reghena (PN) 10 agosto 2026 - Festivalle, Valle Dei Templi, Agrigento 11 agosto 2026 - Color Fest, Riviera dei Tramonti, Lamezia Terme (CZ) 13 agosto 2026 - Time In Jazz, Berchidda (OT)
Articolo del
20/02/2026 -
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