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Dopo aver suonato in due per circa cinque anni, ed essersi affermati come musicisti di una certa scena moody, bass-free garage rock, il chitarrista/cantante Phil Boyd e il batterista e bassista Paul Quattrone hanno a un certo punto sentito la necessità di aggiungere un terzo elemento alla loro formazione. Per questa ragione hanno reclutato l’ingegnere del suono Jason Kirker, che suonava abitualmente le tastiere, effetti (sotto forma di una “scatola speciale di rumore” chiamata Tri-wave Peako Generator) e il basso. Boyd convinse la band a portare a termine un tour lungo tutta la West Coast nell’Aprile del 2003. Fu l’ultimo tour come duo e anche un segnale. “Era appena esplosa la Guerra in Iraq,” egli spiega, “e si stavano verificando una catena di eventi: eravamo stati un duo per anni e stavano accadendo tutte le cose che avevamo sempre desiderato musicalmente; in più, essere sulla cresta dell’America, dove le montagne e l’oceano si incontrano, significava qualcosa per le nostre circostanze geografiche, dato che volevamo cambiamenti e affrontare qualcosa di più grande..” Il “qualcosa di più grande” è il suono di “The Curious City”, il terzo album dei Modey Lemon. Il suono psychedelic/sci-fi synth-rock che li aveva contraddistinti nel lavoro “Thunder + Lightning” del 2004, unito a nuovi suoni. Dove c’erano riff abrasivi e tastiere serrate e dure, una volta dominati i suoni elettronici, ci sono ora canzoni con sonorità ben riconoscibili nella struttura. Il suono dei Modey Lemon rimane sì fottutamente sfocato ma allo stesso tempo è stato più inquadrato. Come riferisce Quattrone: “Era un tentativo cosciente di non essere così troppo garage. Non dovevamo cambiare quello che eravamo sempre stati: volevamo solo abbracciare altri suoni, idee che non avevavamo semplicemente considerato prima.” Missione compiuta. “The Curious City” porta il segno riconoscibile dei Modey Lemon, ma ha un’anima poliformemente perversa, passando da ‘Bucket Of Butterflies’, che ricorda The Teardrop Explodes distorta dai Nirvana, attraverso la compulsiva ‘Red Lights’ fino al folk-metal di ‘In The Cemetery’ e ‘Countries’, quasi un lamento alla Leonard Cohen. Nel mezzo, i Suicide si fondono a Steppenwolf in ‘Sleepwalkers’ (per Boyd “un critico punto di vista del modo di vivere robotico e catatonico”), che rappresenta la prima canzone pop dei Modey Lemon.
MODEY LEMON live in ITALIA:
lunedì 23 maggio 2005 a ROMA @ ZOO BAR in Via Monte Testaccio, 22 - Apertura Porte H. 22.00 Ingresso € 7,00
martedì 24 maggio 2005 a BOLOGNA @ ESTRAGON in Via Calzoni, 7/h .
Articolo del
23/05/2005 -
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