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Ritornano i Downset, mostri sacri della scena rap/core indipendente e incompromessa. La band di Los Angeles ha da poco dato alle stampe il nuovo album, "Universal", un vero e proprio concentrato di potenza ed emozione: in pratica, il marchio di fabbrica della musica di Rey Oropeza, Brian Schwanger, Rico Villasenor e Chris Lee. Insieme ai formidabili Biohazard, i Downset sono stati i grandi pioneri della commistione di influenze tra rap, metal e funk. Il loro è uno stile inconfondibile, affermatosi nel corso di una decade che non ha mai conosciuto momenti di stanca. "Universal" riprende il discorso iniziato nel 1994 con l'album omonimo e proseguito poi con "Do We Speak A Dead Language?" (1996) e "Check Your People" (2000). In particolare, quella che viene generalmente definita come 'la old-school' si tramuta in qualcosa che suona molto vicina a un'idea di maturità, pur restando sempre in costante evoluzione. Sia dal punto di vista strettamente musicale che da quello dei testi, "Universal" si fa garante di quanto i Downset vadano dritti per la loro strada, senza curarsi di mode o successo. Il che, in un mondo come quello in cui viviamo, li rende praticamente unici!
Dai sobborghi di L.A. a band culto. Cose ne pensereste oggi di un gruppo che miscela metal, hip hop e funk? Niente di particolarmente originale, probabilmente. Ma quando negli anni '90 i Downset cominciano a farsi vedere - con l'esplosione commerciale del rap metal ancora in stato embrionale - nella loro mistura esplosiva già convivono e si esaltano le influenze più disparate: Black Sabbath, Bob Marley e Public Enemy, tanto per citarne tre. Facciamo tre passi indietro. In realtà la band è attiva fin dagli anni '80 a Los Angeles, quando imperversa nel circuito hardcore punk ma col moniker Social Justice. La line up del tempo è composta dal vocalist e frontman Rey Oropeza, dai chitarristi Brian Schwager e Rogelio 'Roy' Lozano, dal bassista James Morris e dal batterista Chris Lee. Il nome Downset arriva solo nel 1994, all'indomani della stipula del contratto discografico con la Polygram e subito dopo anche il loro sound subisce un’evoluzione, con l'introduzione di sonorità funk e hip hop già nel disco d'esordio"Downset". Quando nel 1996 registrano il follow up ("Do We Speak A Dead Language), i Downset sono una band emergente del panorama metal, molto vicina ai Rage Against The Machine come attitudine e impegno politico e sociale. Appena terminato il disco il chitarrista Rogelio "Roy" Lozano abbandona la band (finirà con i Cypress Hill). Nel 2000, dopo essere rimasti invischiati in varie controversie tra Mercury e Universal, il gruppo si accasa presso la Epitaph di Brett Gurewitz, label che pubblica "Check Your Head", disco che vede la reunion tra Lozano e il resto della band. Nel 2004 i Downset pubblicano l'album "Universal": undici brani vibranti con cui Oropeza e soci, ancora una volta, dimostrano di distinguersi nettamente dal panorama musicale che li circonda, pullulante di cloni stanchi di Limp Bizkit e Korn, cioè quei gruppi che sono diventati i massimi esponenti del genere. Assieme ai DOWNSET nel corso delle tre date italiane ci saranno anche MAROON e DEMEAN. I tedeschi Maroon hanno appena pubblicato il nuovo album "Endorsed by Hate", un disco prettamente metalcore, nonostante le influenze sia death che thrash metal, con grossi riferimenti a band come Machine Head, Slayer, At the Gates, The Haunted e Hatebreed. ----------DOWNSET live in ITALIA: il 3 marzo a Bassano del Grappa (Vi) @ La Gabbia; il 4 marzo a Milano @ Transilvania; il 5 marzo a Cesena @ Vidia.
Articolo del
01/03/2005 -
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