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Se vi piacciono gli Interpol, la loro musica e, soprattutto, la loro estetica newyorkese, c'è una band (un duo) che è stata presente agli albori di quello stile: i Suicide del cantante Alan Vega e del tastierista Martin Rev, attesi a Roma per un'esclusiva data italiana sabato 22 gennaio. Nel '74-75, quando nasceva la scena del Max's Kansas City e del CBGB'S, Vega e Rev erano tra i principali protagonisti, anche se all'epoca erano un pò una bestia rara, molto (troppo) all'avanguardia con il loro sound spettrale fatto di synth, voce e drums elettronici, in mezzo ai vari schitarranti Ramones, Heartbreakers e Television. Il loro primo album del '77, intitolato semplicemente "Suicide", fu (è)un'opera unica, che inventò in un sol colpo una musica elettronica di derivazione non tedesca, e quindi, a differenza dei "bianchissimi" Kraftwerk e Tangerine Dream, pesantemente influenzata dal rock'n'roll. E che inventò anche il concetto del "synth-duo", poi ripreso dagli inglesi nel corso degli anno Ottanta. "Ghost Rider", "Rocket USA" e la lunga avvolgente "Frankie Teardrop" restano brani indimenticati di quel primo album, ristampato di recente dalla Mute con l'aggiunta di un CD live. E che dimostra come, senza Suicide, non avremmo avuto Devo, Soft Cell, Depeche Mode...fino ad arrivare ad Interpol e Strokes. Meno rivoluzionario (non poteva essere altrimenti) fu il secondo album del 1980, dopodichè Rev e Vega si presero una pausa per dedicarsi ai loro lavori solisti. Tornarono, una prima volta insieme,nell'88 con il valido "A Way Of Life" contenente l'hit indie "Jukebox Baby 96", e in quell'occasione toccarono in tour l'Italia (molti ricorderanno il memorabile concerto al Black Out di Roma). E poi una seconda, con "Why Be Blue" del '92. La terza reunion è avvenuta un paio di anni fa, con la pubblicazione dell'album "American Supreme", che ha ricevuto buoni elogi dalla critica. E' un disco in cui l'artista a tutto tondo (è anche scultore) Vega esplora i suoi sentimenti sull'11 settembre su un sottofondo di synth-punk che possiede, però, sonorità più rifinite di quanto non fossero nel '77, quando i Suicide erano tra gli alfieri del DIY. Il consiglio è di andarli a vedere nella dimensione live, questi due monumenti della scena che oltre 25 anni fa diede vita alla rivoluzione punk/new Wave. -----------SUICIDE live in ITALIA (special guest: PAN SONIC): sabato 22 gennaio'05 a ROMA @ Spazio Boario (ingr.6 eu).
Articolo del
20/01/2005 -
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