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Stan Ridgway si e` affermato nel corso degli anni come uno dei cantautori piu` creativi e spettacolari della musica rock, un innovatore della figura del cantautore. All'apice della forma, le sue musiche sono l'equivalente rock delle colonne sonore di Morricone: note che fluttuano spettrali, tastiere barocche, effetti psichedelici. E' tornato ora con ‘Snakebite’, un’opera ispirata e brillante che restituisce al cinquantenne stregone californiano quella sospirata creatività che gli è propria. Fluidi e armonici brani folk-blues, melodie ora vivaci, ora malinconiche e frastornate. Dal dondolante intreccio di flauto, slide e viola, si passa a sinistre sonorità da film dell’orrore con tanto di rumori e scricchiolii, e ancora a brani in perfetto stile Tom Waits. La sua varietà di atmosfere lo candida a diventare il lavoro più importante di Stan Ridgway dai tempi dell'esordio solista con lo storico "The Big Heat". Lo sciamano del deserto di Barstow mantiene i suoi eterni marchi di fabbrica: lo spleen acustico di molte sue composizioni e quella inconfondibile voce metallica, cava e piena di pathos che lo contraddistinguono.------------------La carriera di Ridgway inizia alla fine degli anni ’70, in uno studio che si occupa di colonne sonore per film horror low-budget. In seguito, diventa il lead vocal di un gruppo che sale alla ribalta del punk-rock, i Wall of Voodoo, fautore di un country-rock macabro e solenne, arrangiato con chitarre, doppie tastiere e battiti da discoteca e con la voce di Ridgway , elemento essenziale del fascino delle loro ballate. Dopo due album e l’hit del 1983 ‘Mexican Radio’, Ridgway lascia il gruppo. In questo periodo inizia a collaborare, tra gli altri, con Stewart Copeland nella colonna sonora del film ‘Rumble Fish’ (‘Rusty il selvaggio’-1983), produce colonne sonore di film indipendenti e dischi di altri musicisti. Nel 1986 pubblica l’album d’esordio nella carriera solista, ‘The Big Heat’ (1986), che riscuote un notevole successo a livello internazionale e che preannuncia lo stile inconfondibile dei suoi successivi album, tra cui i più recenti: ‘Holiday in Dirt (2002) e ‘Snakebite’(2004), l’ultimo album che ha riscosso anche in Italia notevoli apprezzamenti di critica e pubblico.
Snakebite rappresenta il degno seguito dell’album del 1999 ‘Anatomy’ e segue la stessa vena di ‘Black Diamond’ del 1995. Un disco che contiene le ottime performance di Stan e dei musicisti che suonano con lui. I suoi testi, pervasi da atmosfere e personaggi visti e raccontati ‘di sbieco’, hanno un immaginario quasi cinematografico filtrato dal suo tocco ironico. Altrettanto eloquenti e ispirate in questo disco anche le sue performance con la chitarra e l’armonica. Il sound è complesso senza essere pretenzioso: influenze country, jazz, folk e rock si fondono e continuano a creare mix soprendenti, a cui i fan di Ridgway sono ormai abituati.
Ridgway continua così la sua particolare e notevole interpretazione dello story-telling americano, racconta-storie a cantautore nella migliore tradizione di Johnny Cash, Leonard Cohen e Tom Waits. ------------STAN RIDGWAY live in ITALIA: mar 18 gennaio 2005 Catanzaro @ Teatro Masciari; gio 20 gennaio a ROMA @ Alpheus; ven 21 gennaio a FIRENZE @ Auditorium Flog; sab 22 gennaio a RIMINI @ Velvet Club; dom 23 gennaio a UDINE @ Magazzino del Sale.
Articolo del
17/01/2005 -
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