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E’ meglio mettere in chiaro sin dall’inizio, in un ennesimo periodo di revival e ripescaggi forzati, che nel caso dei Soft Cell non è proprio necessario ricorrere a grandi classificazioni, sono sempre ritornati all’attenzione del pubblico, nel corso degli anni, per motivi diversi. La colpa è di un personaggio, Marc Almond, spina dorsale di un gruppo che oltre a lui comprendeva solo il compagno di college a Leeds, Marc Ball. Almond, studente d’arte naturalmente irrequieto, si trova coinvolto in un fase della storia del rock, all’inizio degli anni ottanta, in cui si afferma la nascita di un movimento (la new wave) che privilegia la rottura di alcuni schemi classici accettando contaminazioni e formule spesso mutuate da ambienti estranei all’humus tradizionale in cui era cresciuta, fino ad allora, ogni nuova corrente di genere. Sintetizzatori, tastiere e campionamenti sono una delle manifestazioni più evidenti della nuova corrente che stravolge gli equilibri nell’Inghilterra di vent’anni fa. E i Soft Cell si ritagliano un loro spazio che va oltre le gerarchie e i meriti storici del movimento. I primi passi del duo di Leeds sono in linea con la gavetta di ogni nuova buona leva: nel 1980 esce per la casa discografica Some Bizzare una compilation che annovera, tra gli altri, "Memorabilia", il primo brano dei Soft Cell su vinile. Nel novembre del 1981 l’esordio su 33 giri sempre per la Some Bizzare: "Non-Stop Erotic Cabaret". L’intuizione dei Soft Cell di proporre un pop pieno di contaminazioni tecnologiche ma venato di una grande anima soul è premiata dal successo di una cover, "Tainted Love" di Ed Cobb. Questa hit proietta Almond all’attenzione di una platea che non è più limitata a pochi estimatori e addetti ai lavori. La cura di un’immagine fondata sulle mille ambiguità e i proclami di Almond “sul sesso come univa via di salvezza dell’umanità”, permettono una presenza costante dei Soft Cell sulle copertine dei tabloid e nelle cronache dei giornali specializzati. Ma l’estro e il talento di Almond non è ancora emerso a pieno e l’uscita nel 1983 di "The Art of Falling Apart" è la consacrazione del suo progetto TechnoPop. La strana coppia esprime un concentrato di anima e pop che coniuga oltre alle componenti tradizionali del pop e dell’elettronica anche un gusto del melodramma che si riflette in un prodotto originale pieno di buon gusto. Cavalli di battaglia di "The Art of Falling apart" sono ancora delle cover: "Where the heart is" e un sorprendente medley di "Hey Joe", "Purple Haze" e "Voodoo Chile" di Jimi Hendrix. Incensati dalla critica e rincorsi da mille gossip, i Soft Cell ritornano in sala di incisione per l’ultima volta nel 1984 con “The Last Night in Sodom”, nel frattempo Almond, prima di intraprendere la carriera da solista, ha già avviato la curiosa esperienza musicale parallela dei “Marc and the Mambas”. Si chiudeva così la breve vicenda di un duo che sarà ricordato negli anni attraverso il ripetuto remake di "Tainted Love", che ormai è assimilato all’immagine originale dei Soft Cell. Nobili, mai decaduti. Poi, nel 2002, l'improvvisa reunion: “Cruelty Without Beauty”, il disco frutto della ritrovata intesa tra il cantante Marc Almond e il tastierista Dave Ball uscito in quell'anno, non stona poi molto a paragone dell’opera del duo che gli è stilisticamente più vicina, “The Art Of Falling Apart” di vent’anni addietro. E nel 2003 è uscito "Soft Cell Live", resoconto della recente tournèe mondiale del duo, oggi ricomposto per eventi estemporanei quale quello di Azzano. -----------SOFT CELL live in ITALIA (supporters Prozac +): SABATO 11 SETTEMBRE ad Azzano Decimo - Pordenone (Friuli Venezia Giulia) @ Area palaverde ore 21.00 ingresso Euro 12.00 + prev. (a seguire Afterhours Jazz con Ellade Bandini, Nico Gori, Luciano Zadro e Massimo Moriconi)
Articolo del
10/09/2004 -
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