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The (International) Noise Conspiracy
International Noise Conspiracy: la forza del punk e del garage contro il Capitalismo
Roma, Alpheus
11/03/2002
B.H/Epitaph
di
Fabrizio Biffi
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Mentre a Goteborg nel giugno del 2001 i leader del G8 erano riuniti per parlare di politica economica, di protocollo di Kyoto e di commercio mondiale, ci sono cinque ragazzi svedesi che suonano per una folla colorita ed arrabbiata. Il gruppo in questione sono gli (International) Noise Conspiracy e il loro pubblico di riferimento sono i reduci di Seattle e i protagonisti del cosiddetto movimento No Global (ora New Global). L’accostamento, una volta tanto, non è forzato. L’intenzione della band svedese è proprio quella di “usare” la musica come uno strumento di reazione all’invadenza del Capitalismo. Ma dietro le dichiarazioni di rito c’è soprattutto la musica. The (International) Noise Conspiracy sono un’ottima realtà del panorama indie che miscela punk, garage e soul. L’obiettivo dichiarato dal cantante Dennis Lyxzen, ex Refused, è quella di accontentare un pubblico trasversale che raccoglie (idealmente) i nostalgici del punk delle origini, gli appassionati del revival soul degli anni ottanta e il pubblico tradizionale che tiene in vita ancora oggi il rock’n’roll. Dieci diversi 7" in vinile per numerose side-labels e singoli, e due CD alle spalle ("Survival Sickness" e "A new morning, changing weather"), questa la discografica degli T(I)NC che si presentano a Roma in un momento di grandi attenzioni e di buone critiche accompagnati dai SIX BY SEVEN e i YVONNE, due gruppi che cominciano a farsi largo nell’affollato panorama musicale internazionale.
Articolo del
11/03/2002 -
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