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Tornano finalmente dalle nostre parti gli Yeah Yeah Yeahs, trio di Brooklyn che circa un anno fa ha pubblicato l'acclamato esordio "Fever To Tell". Come noto, il loro sguardo è volto alle bands della “seconda ondata punk” inglese del periodo ’78-79: per farla breve, a gruppi come Penetration, X-Ray Spex e Siouxsie & the Banshees (con qualche accenno al pop-new wave di Blondie). Uno stile durato solo un paio d’anni al massimo, e che il trio condotto dalla carismatica ed esplosiva cantante Karen O è ben deciso a non far cadere nell’oblio. Le capacità compositive messe in mostra da Karen e da Nick Zinner (chitarrista) sono elevatissime, come risulta fin dal brano iniziale di "Feve To Tell", la tiratissima “Rich”, che potrebbe benissimo essere un vecchio brano dei Penetration (visto anche il modo in cui la O ricalca le vocalizzazioni di Pauline Murray), non fosse per la produzione che conferisce al tutto una dignità radiofonica del tutto assente nel vecchio punk UK d’antan. E non rallenta, il ritmo, con la successiva “Date With The Night”, mentre in “Man” si percepisce un’influenza per una volta contemporanea, quella dei Jon Spencer Blues Explosion, fra l’altro amici e sponsor degli Yeah Yeah Yeahs. Se il singolo “Pin” è l’episodio più radiofonico, il brano più “post-modernamente” riuscito di “Fever To Tell” è indubbiamente “Y-Control”: praticamente, un pezzo degli X-Ray Spex cantato da Karen O al posto di Poly Styrene, ma con la stessa vocalità impazzita e irriverente dell’indimenticata icona punk britannica. Grande il riff circolare di chitarra di Zinner, turbinosa la ritmica sostenuta dal batterista Brian Chase: “Y Control” è semplicemente un meraviglioso brano rock, e allo stesso tempo uno degli episodi più fulgidi che i ragazzi della “NRR” sono stati ad oggi capaci di offrirci. “Fever to Tell” termina con “Modern Romance”, tentativo non riuscito di approcciare una chiave diversa, più lenta ed intimista, ma che non appare (ancora) nelle corde della band. ---------------Aldilà dello spirito di retroguardia che anima l’intera operazione, “Fever To Tell” è comunque un buon esordio, pieno zeppo di canzoni che, una volta ascoltate, non si scrolllano facilmente di dosso. Peccato solo per la mancata inclusione di “Miles Away”, il “pezzo alla Blondie” presente nel primo EP degli Yeah Yeah Yeahs di circa due anni fa, travolgente ed entusiasmante come pochi. Peccato, soprattutto perché di spazio ce n’era a bizzeffe: “Fever To Tell”, infatti, dura solo 37 minuti. Quasi meno di un vecchio disco dei Penetration. -------- YEAH YEAH YEAHS live in ITALIA: martedì 26 aprile 2004 a BOLOGNA @ ESTRAGON in VIA CALZONI 6/H; mercoledì 27/04/2004 a Firenze @ AUDITORIUM FLOG in VIA MICHELE MERCATI 24
Articolo del
26/04/2004 -
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