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The Waterboys
La rinascita acustica dei Waterboys
Trento
15/03/2004
di
Susanna Ascenzi Barberini
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Nata nel 1981 dall’iniziativa del cantante Mike Scott, la formazione ha costantemente subito variazioni nel corso degli anni: nell’organico, quanto nelle idee musicali. Trovando però in alcuni elementi del folk – oltre che nella figura carismatica del suo leader – la chiave di un’estetica sempre riconoscibile. Le loro prime incisioni – dall’omonimo disco d’esordio del 1983 a “A Pagan Place” dell’anno successivo, che in questi giorni viene ristampato in una lussuosa edizione doppia piena di outtakes – cercavano di rispettare quanto la band amava esprimere dal vivo: un suono rock dal forte impatto e una capacità d’insieme che faceva da contraltare alla dirompente personalità del front-man. Già nel corso della seconda metà degli anni ’80 però, in coincidenza del trasferimento a Dublino, nella musica dei Waterboys iniziarono a farsi strada le cesellature del folk ed un maggiore lirismo. Anche in quel frangente furono la figura e la sensibilità di Mike Scott a rappresentare la boa attorno alla quale virare. Sempre più, quindi, il carisma del leader – percepito e riconosciuto come tale da tutta la band – e le liriche da lui composte divennero una cifra stilistica difficile da scalfire. “Fisherman’s Blues” e “Room to Roam”, licenziati rispettivamente nel 1988 e nel 1990, sono considerati i due dischi più maturi e completi dei Waterboys; di sicuro sono quelli che declinano con maggiore convinzione i suoni del folk, a tratti spinti fino alle più tipiche sonorità della musica celtica. Aiutati in questo dalla presenza di un sempre più nutrito numero di musicisti tradizionali irlandesi coinvolti in quegli anni nelle sessions di registrazione come nelle performances dal vivo. Poi l’assenza dalle scene, qualche fugace ritorno al rock come solista per Mike Scott durante i soggiorni newyorkesi, la rinascita del marchio Waterboys e la realizzazione di “Universal Hall” nel maggio dello scorso anno: l’ultima sortita di un maverick musicale. -------- Mike Scott si esibirà dal vivo in versione acustica, accompagnato da Steve Wickham al violino mandolino e banjo, e da Richard Naiff al piano. A giudicare dalle ultime apparizioni, la scaletta dovrebbe includere: When Ye Go Away - She Is So Beautiful - Wonderful Disguise - Strange Boat The Raggle Taggle Gypsy - Whose Woods These Are - The Pan Within - Open - Lonesome Old Wind - What Do You Want Me To Do ? - Long Way To The Light - The Wedding - Don't Bang The Drum - Bring 'Em All In - Fisherman's Blues - Savage Earth Heart - Universal Hall - The Kings Of Kerry/Dunford's Fancy - On My Way To Heaven - Saints And Angels------------------ THE WATERBOYS live in ITALIA: il 15 marzo a Trento, Teatro Santa Chiara --------16 marzo Sarzana, Jux Tap -------18 marzo Firenze, Teatro Saschall ------19 marzo Scandiano, Corallo -----20 marzo Chiari (Brescia), Palazzetto --------22 marzo Roma Auditorium Parco della Musica
Articolo del
15/03/2004 -
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