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Dave Holland sembra attraversare un periodo particolarmente fortunato, caratterizzato da una intensa attività concertistica e promozionale, cosa che ne fa, a ben vedere, uno dei musicisti attualmente più gettonati della scena jazz internazionale. Il tour giunge tra l’altro in concomitanza e a completamento di una fase di rinnovamento artistico culminata con la pubblicazione, per la ECM, del doppio CD “Extended Play” giudicato - con “Alegria” di Wayne Shorter - uno dei migliori del 2003. ----------- Un simile successo, ovviamente, non è imputabile al caso, se non in minima misura. Deriva piuttosto dalla professionalità e dal continuo sforzo di perfezionamento e di ricerca che da sempre contraddistinguono l’opera del grande contrabbassista e ne fanno, non senza ragione, un artista proteiforme, decisamente d’avanguardia. -------- L’ineusaribile produzione discografica di Dave Holland spazia dalla performance solistica all’incisione di carattere orchestrale, dal free alla world music. Lo abbiamo incontrato a fianco di Miles Davis in lavori “epocali” come “Bitches Brew” e “In A Silent Way”; lo abbiamo scoperto ancora, nella veste di leader, alla guida di memorabili quartetti e quintetti, produrre capolavori di rara bellezza introspettiva e sperimentazione sonora; lo abbiamo visto interprete di eccezionali “a solo” al contrabbasso (il pionieristico “Emerald Tears”, album ricco di intuizioni minimaliste ed effetti timbrici di derivazione braxtoniana); lo abbiamo infine ascoltato in collaborazioni indimenticabili: Henderson, Corea, Rivers, DeJohnette, Jarreth, Frisell, solo per cirtarne alcuni. ---------- In bilico fra jazz, avanguardia e musica colta, Holland ha annoverato, nei suoi quartetti e quintetti, alcuni fra i musicisti più prestigiosi del jazz contemporaneo: Kenny Wheeler, Micael Brecker, John Taylor, Cassandra Wilson, Bill Frisell, nonché il vibrafonista Steve Nelson, onnipresente nei suoi quintetti. Holland fa parte di una generazione di contrabbassisti che a cavallo fra gli anni sessanta e settanta hanno concepito un nuovo modo di fare jazz, maturando tecniche espressive complesse ed innovative, di notevole portata semantica, contribuendo vieppiù a ridefinire il ruolo del contrabbasso all’interno dell’orchestra come strumento di mediazione ritmica e di impulso collettivo. Non a caso Holland è stato paragonato, per la lungimiranza delle intuizioni e la portata del proprio contributo a Charles Mingus, ma anche, per certi versi, a Charlie Headen ed alla sua Liberation Music Orchestra. Holland tuttavia non ha affatto dimenticato lo swing, che anzi sembra prorompere con veemenza dallo spartito e costituire, in alcuni casi, l’ossatura stessa di un impianto ritmico e melodico sul quale poi Holland costruisce diligentemente le proprie tessiture musicali. In questa sede risulta peraltro difficile tentare di proporre, sia pur semplificandola, una “discografia ragionata” del musicista. Music For Two Basses, Conference Of The Birds, Cloud Dance, Five Pieces, Emerald Tears, Jumpin' In, Triplicate (in trio), Extensions, So Near So Far, What Goes e molti altri ancora, non ci sembrano che “episodi”, quantunque entusiasmanti, di una lunga e celebrata carriera. Non ci resta che attendere l’uscita, ormai imminente, della retrospettiva ECM “Rarum”, un cofanetto encomiastico di ben 12 CD, che ci auguriamo possa soddisfare se non altro tutte le nostre più immediate curiosità ed esigenze. Il concerto del 13 marzo rappresenta, in fin dei conti, soltanto un “assaggio”, un rito, un preliminare al quale assolutamente non possiamo sottrarci. DAVE HOLLAND live in ITALIA: Sabato 13 marzo a ROMA - Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli ore 21 -- costo del biglietto: platea 20 euro, galleria 15 euro
Articolo del
12/03/2004 -
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